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Presepe nella botte: un simbolo del Vulture che viaggia tra i comuni

Il Presepe nella botte è la nostra scelta per dare al Natale un segno identitario forte e riconoscibile. Nel cuore di Piazza Giustino Fortunato, una grande botte storica diventa luogo di racconto: custodisce la natività, profuma di legno e di vendemmie, e, soprattutto, parla del Vulture. Dopo l’Epifania, il Presepe nella botte inizierà un viaggio nei comuni del territorio per trasformarsi in un palcoscenico itinerante di cultura, memoria e futuro condiviso.

Nota del Presidente – Aldo Cammarota

Associazione Culturale “La Sfida del Torchio” APS–ETS

Per noi gente del Vulture, la botte è il contenitore per eccellenza: racchiude vino, tempo e storie. Ne volevamo una importante, capace di “parlare” alla comunità. L’abbiamo trovata presso una storica famiglia di bottai artigiani di Caposele: una botte monumentale da 140 quintali. Al suo interno il vino ha dimorato e maturato, impregnando le doghe di essenze lignee. Non è un arredo: è un corpo vivo che porta memoria.

Quando ho condiviso l’idea con l’amico Gerardo Giuratrabocchetti, la sua risposta è stata immediata e generosa: “Prendi la botte più grande che trovi.” Mi ha ricordato l’impresa visionaria della maison Mercier, che per l’Esposizione Universale affiancò una botte colossale all’inaugurazione della Tour Eiffel. Visione e coraggio: le stesse parole che hanno guidato il nostro progetto.

La botte resterà in Piazza Giustino Fortunato fino all’Epifania, accogliendo il Presepe nella botte realizzato da Rosa Preziuso e Maria Antonietta Luciano. Poi la caricheremo su un carrellone e la porteremo nei 14 comuni del Vulture che saranno Città del Vino 2026. Ogni comunità indicherà un luogo simbolico per l’installazione e, insieme, costruiremo un tema originale che parta dal vino e abbracci una peculiarità locale: storie inedite, libri, musica, tipicità gastronomiche. Così la botte diventerà un palcoscenico itinerante di identità condivisa.

A settembre, durante i tre giorni de La Sfida del Torchio, la botte tornerà alla sua vocazione naturale, diventando casa della degustazione dell’Aglianico. Dalla narrazione del Natale alla festa del vino, chiudiamo un ciclo per riaprirne un altro: sempre nel segno del Vulture, della sua cultura e della sua comunità.

Aldo Cammarota

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