Ruvo del Monte – Borgo tra archeologia, natura e tradizione e protagonista della Sfida del Torchio

Ruvo del Monte, borgo lucano incastonato tra il Vulture e l’Appennino, è un luogo che racconta storie antichissime e identità rurali ancora vive. Il suo tessuto urbano conserva atmosfere autentiche, mentre il territorio circostante unisce paesaggi naturali e tracce archeologiche di grande valore. Oggi Ruvo del Monte è anche simbolo di impegno civile e ambientale, grazie a politiche di sostenibilità che lo hanno reso il primo comune della Basilicata a ricevere la Bandiera Verde. Un borgo che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.

Breve storia e patrimonio culturale

Le origini di Ruvo del Monte risalgono al VII-V secolo a.C., come dimostrano le necropoli rinvenute con tombe ricche di armi, ceramiche e ornamenti. Negli anni ’70, grazie all’impegno di giovani appassionati guidati da Don Gerardo Gugliotta e dal prof. Michele Di Napoli, iniziarono gli scavi che portarono alla luce oltre 160 sepolture tra il 1977 e il 1989. I reperti, oggi custoditi nel Museo Civico Archeologico, raccontano la storia del borgo insieme alla “Collezione Gugliotta”. Nel 2024 Ruvo del Monte è diventato il primo comune della Basilicata a ottenere la Bandiera Verde, riconoscimento per il suo impegno nella sostenibilità ambientale.

Posizione geografica e paesaggio

Il borgo si adagia in un territorio collinare che unisce paesaggi boschivi, pascoli e aree agricole, offrendo panorami autentici e incontaminati. Il clima montano, con inverni rigidi ed estati miti, contribuisce a un ambiente ideale per l’agricoltura. Nei dintorni non mancano i vigneti che si inseriscono nell’area di produzione dell’Aglianico del Vulture, regalando scenari rurali che uniscono storia e natura.

Vocazione vitivinicola e legame con l’Aglianico

Ruvo del Monte ha una forte vocazione vinicola ed è situato nel cuore della zona dell’Aglianico del Vulture DOC e DOCG, uno dei vini più pregiati del Sud Italia. Le colline vulcaniche, ricche di minerali, donano al vino corpo e struttura, con note aromatiche uniche. In passato il borgo era rinomato anche per la Verdeca, un bianco fresco e aromatico oggi quasi scomparso ma ancora custodito da pochi produttori locali. La vendemmia, momento centrale della vita rurale, rimane un rito di comunità che lega passato e presente.

Piatto tipico: Cavatelli fatti a mano con sugo, cacioricotta e rafano

Alla Sfida del Torchio, Ruvo del Monte propone i Cavatelli fatti a mano con sugo di carne, cacioricotta e rafano, piatto che racconta l’anima contadina del borgo. I cavatelli, preparati artigianalmente, trattengono il ricco sugo di carne cotto lentamente con aromi, mentre il cacioricotta grattugiato aggiunge cremosità e sapidità. A completare il piatto, il rafano fresco, dal gusto pungente, che crea un contrasto deciso e sorprendente. Una ricetta povera nelle origini ma ricchissima di sapore e identità, celebrata anche nella Sagra dei Cavatelli e dell’Agnello.

Eventi e tradizioni locali

La vita comunitaria di Ruvo del Monte è scandita da feste popolari e religiose che rafforzano il legame con le radici. Tra le più importanti:

Sagra dei Cavatelli e dell’Agnello, appuntamento gastronomico che valorizza i sapori locali;

Festa di San Donato, patrono del paese, celebrata il 18 agosto con processioni e momenti di devozione;

Festa di Sant’Anna, il 26 luglio, occasione di preghiera e incontri comunitari.

Partecipazione alla Sfida del Torchio

La squadra di Ruvo del Monte porta in gara la passione e la forza di un borgo che custodisce antiche tradizioni. Con entusiasmo e spirito di comunità, i concorrenti rappresentano il legame tra identità locale e valori condivisi, rendendo il paese un protagonista della Sfida del Torchio.